I figli di mezzo della storia

Oggi parlavo con una tipa di 39 anni che sta prendendo la seconda laurea mentre lavora. Dico meglio: sta prendendo la seconda laurea per conservare il posto di lavoro. La tipa fa la maestra in una scuola, è precaria. E’ laureata in psicologia, titolo di studio che non le permette di iscriversi nelle graduatorie per entrare come docente ordinaria.

Le ho chiesto a che anno di studio si trova e quanto le manca per finire. Allora lei mi dice:
"All’ultimo anno, mi mancano undici esami". Allora io dico:
"Ah, undici esami, quindi sei fuori corso". Lei dice:
"No… cioé sto solo due esami in ritardo". Io dico:
"Quindi sei fuori corso". E lei:
"Solo due esami…". E io:
"Sì ma le cose sono due: o sei nei tempi o sei fuori corso. Due esami in ritardo, quindi sei fuori corso". Allora lei dice:
"Ma guarda che sei proprio stronzo!".

Lì per lì non avevo capito perché mi avesse dato dello stronzo, io volevo solo capire se fosse fuori corso. Neanche perché la cosa mi interessasse più di tanto, ma semplicemente perché la conversazione era cascata lì e a quel punto volevo solo chiarirlo per curiosità, nient’altro. Ma poi pensandoci dopo, ho capito di averla messa in difficoltà per il fatto di trovarsi in ritardo con gli esami. Il che dal mio punto di vista è semplicemente assurdo: cioé il fatto che uno si senta in difficoltà per essere in ritardo di due esami alla seconda laurea mentre lavora, mi sembra quantomeno una esagerazione. Ma evidentemente per i suoi standard non lo è: lei prende due lauree per potersi garantire un lavoro da 1000 euro al mese, studia, lavora e si occupa della sua vita, ed essere in ritardo di due esami in tutto questo, secondo i suoi standard è sotto la media. Al punto da chiamarmi stronzo solo perché l’ho messo in evidenza in una conversazione casuale.

Il punto di questo post non sono i due esami, il punto è l’età della tipa: 39 anni. Questa età la inserisce in una generazione che deve faticare solo per restare in piedi. Non dico per andare avanti, ma anche solo per restare fermi, purché in piedi, la nostra generazione deve sfiancarsi. Guardate la tipa: ha una laurea e mezza, e non ha diritto non dico a un lavoro sicuro ma neanche a un ingresso in graduatoria. A un ingresso in una graduatoria di un lavoro da 1000 euro al mese. L’Italia è piena di persone così fra i 30 e i 40 anni: la nostra somiglia a una generazione figlia di nessuno. Generazione cuscinetto, noi siamo quelli che stanno nel mezzo. Se avete 40 anni siete semplicemente sprecati.
 
 

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4 Commenti on "I figli di mezzo della storia"

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Celeste
Ospite

Semplicemente vergognoso 🙁

Costanza
Ospite
Non è vero, non siete Voi quelli sprecati. Diciamo che un esame più puntuale evidenzierebbe che noi, tutti noi, apparteniamo ad un’epoca storica che ha sprecato le risorse, di qualunque tipo . Ha appena finito di sprecare l’ambiente e solo ora scopre che una diversa politica sarebbe stata auspicabile per garantire condizioni climatiche utili alla specie umana, mentre invece il quadro risulta talmente compromesso che molte specie viventi sono in corso di estinzione. Ha sprecato occasioni di sviluppo economico, con politiche poco riflessive che hanno favorito la speculazione piuttosto che il risparmio, l’investimento e la ricerca.Spreca costantemente il capitale umano… Leggi il resto »
Arfasatto
Ospite

Ma non sarà che senti avvicinarsi gli -anta e stai andando in crisi? Guarda che stai per entrare nell’età migliore, la parte più bella della vita sta per arrivare. E vedrai poi a 41, e avanti, vedessi i 46…una meraviglia.

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[…] (incatenandomi) a questo post e questo, il discorso di Tyler Durden in Fight […]

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