Amused to Death, Live – Roger Waters

 

Giornalista: Che cosa ne pensa della civiltà occidentale?
Gandhi: Penso che sarebbe un’ottima idea.

 

Dio vuole le Crociate, Dio vuole la Jihad, Dio vuole il bene, Dio vuole il male.
(What God Wants, Part I – Roger Waters)

 

Amused to Death è la canzone che dà il titolo all’ultimo album da solista prodotto da Waters nel 1992. L’album è dedicato alla memoria del soldato inglese William Hubbard, morto in una battaglia della prima guerra mondiale. All’inizio e alla fine del disco è possibile sentire la vera voce di un commilitone di Hubbard, Alf Razzell, che a 75 anni di distanza viveva ancora con il senso di colpa per aver abbandonato il suo amico a morire nella Terra di Nessuno.

(Lui mi prendeva a pugni, “Mettimi giù, mettimi giù, sono già morto, sono già morto, mettimi giù”.
Speravo che svenisse. Diceva “Non posso andare lontano, lasciami morire”. Io gli dissi “Se ti lascio qui, non sarai ritrovato. Andiamocene”. Lui disse “Va bene, allora”.
Poi le cose presero una brutta piega. Non …non poteva resistere ancora, e dovetti lasciarlo lì. Nella Terra di Nessuno”.)

La Terra di Nessuno era il modo in cui i soldati della prima guerra mondiale chiamavano la lingua di terra che separava la propria trincea dalla trincea nemica. 300, 400, 500 metri, un chilometro, era la distanza tra la vita e la morte, lo spazio che separava due mondi e migliaia di destini diversi. I soldati in trincea venivano fiondati nella Terra di Nessuno dai fischietti degli ufficiali a capo dei plotoni. L’ufficiale soffiava nel suo fischietto, e qualunque cosa tu stessi facendo in quel momento, dovevi mollarla e buttarti nella Terra di Nessuno. Dovevi alzarti e sparare ad un nemico che non avevi mai visto in vita tua, un nemico che era un uomo come te. Non potevi tornare indietro perché i tuoi ti avrebbero immediatamente fucilato. Non potevi andare avanti, perché il tuo nemico sparava da tutte le direzioni. Non c’era un amico con cui parlarne, qualcuno con una seconda o terza opinione con cui discutere, non c’era la tua fidanzata, tua madre, il tuo cane, il letto di casa tua, non c’era dio, non c’era niente. C’eri solo tu nel bel mezzo del nulla, costretto a sparare ad altri uomini come te perché l’unica cosa che c’era, era uccidere o essere uccisi.

Amused to Death, nel filmato qui sotto, è stata registrata nel tour live In the Flash di Roger Waters del 2000. Di questo tour esiste in commercio un doppio CD e il DVD. Per una recensione dell’album Amused to Death, potete dare un’occhiata a questo sito.

 

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2 Commenti on "Amused to Death, Live – Roger Waters"

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calamar
Ospite

A mio avviso ATD è il meglio riuscito tra i lavori solisti di Waters.
Purtroppo è lontano dall’essere paragonabile ai capolavori dei tempi dei Pink perchè troppo prolisso e ridondante.

Max
Ospite
Sono d’accordo. Né Waters né il gruppo guidato da Gilmour si è mai avvicinato ai capolavori dei Pink Floyd dopo la separazione dell’anima creativa (Waters) da quella musicale (Gilmour). In particolare, le vette toccate da The dark Side of the Moon, Wish You Were Here e (primo tra i primi) The Wall non sono mai più state raggiunte. il fiume di parole speso nella guerra tra i fan che stavano con Waters e quelli che stavano con Gilmour non l’ho mai capito. Ognuno dei due era insostituibile nel proprio ruolo, erano complementari. Come ha dimostrato la storia musicale successiva, non… Leggi il resto »
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