La gente non si accorge mai di nulla.
(J.D. Salinger, Il giovane Holden)
E' morto J. D. Salinger, il padre del più bel personaggio che abbia mai trovato in un libro in vita mia.
Viveva in un isolamento totale da oltre 40 anni, aveva esiliato il mondo. Salinger era la persona più straordinaria che non abbia mai conosciuto. Quando la figlia gli diede la notizia che era incinta, lui si alzò di scatto e colpì la scrivania con un pugno: "Mio Dio che tragedia", disse, "e adesso cosa pensi di fare?".
Salinger è morto, e gli accademici americani staranno brindando con bottiglie che tenevano in fresco da oltre 40 anni in attesa di questo momento. Adesso finalmente scopriranno se in questi decenni di silenzio abbia scritto qualcosa oppure no. E per quanto vorrei leggere qualcosa di "nuovo" scritto da lui, la mia vera speranza è che se mai avesse scritto qualcosa, abbia avuto il tempo di bruciarla prima di morire.
L'articolo su repubblica.it
Salinger su Wikipedia
Il giovane Holden; Tratto da Il giovane Holden: Le anitre del Central Park
"Ragazzi, quando morite vi servono di tutto punto. Spero con tutta l'anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate. Chi li vuole i fiori, quando sei morto? Nessuno".
(J. D. Salinger, Il giovane Holden)
Ero certa che qui avrei trovato questo post.
Nè meno, nè più.
Spero anch’io che non si trovi appunto o scritto alcuno. Adesso sarebbe barbarie.
c.
Da una parte sono d’accordo con te, speriamo che abbia avuto il tempo di bruciare ciò che -eventualmente- avesse scritto. Come lasciarla a questo mondo. Dall’altra penso che se tutti i grandi avessero bruciato quello che hanno fatto, non avremmo tutto quello che, in fondo, ci tiene in vita. Una bella contraddizione.
Non credo che l’arte mi tenga in vita, anche se potrei dire che è qualcosa per cui varrebbe la pena vivere, se pensassi che una simile cosa possa esistere. Capisco quello che vuoi dire, ma se Salinger avesse voluto pubblicare, l’avrebbe fatto in vita. Dopo il 1965, lui disse in una delle due o tre interviste che ha rilasciato da allora: “Io scrivo per me stesso e per il piacere di scrivere”. Ed era talmente vero che in più di 40 anni non ha pubblicato neanche un articolo di giornale. Insieme allo scrittore è morto anche il suo unico lettore, e visto che non credo esista un legame più intimo di quello che passa tra un artista e la sua creazione, a mio modo di vedere le sue opere avrebbero dovuto seguirlo nella tomba.
Questo è quello che penso, ma credo sia realistico? — Per niente. Quindi penso che in un modo o nell’altro, visti gli enormi interessi economici da parte degli eredi, e la fame accademica del mondo letterario, nei prossimi anni leggeremo Salinger, nonostante Salinger
E’ vero, avrei dovuto scrivere “che rende migliore la vita”. Io almeno penso che l’arte, sia essa letteratura o musica o pittura ecc, rende molto migliore la vita.
Ma per quanto riguarda Salinger e le sue opere sono d’accordo con te; come penso che si troveranno certo degli “inediti”, ci puoi giurare.
New York, 29 gen. – (Adnkronos) – La rivista ”The New Yorker” rende omaggio a J.D. Salinger mettendo online i tredici racconti che lo scrittore americano pubblico’ sulle sue pagine. I racconti apparvero tra il 1946 e il 1965: il primo fu ”A Perfect Day for Bananafish” e l’ultimo ”Hapworth 16, 1924”. Ma non e’ questo l’unico omaggio che la rivista amata da Salinger fara’ all’autore di ”Il giovane Holden”.
Presto verra’ messo online molto altro materiale e la rivista la prossima settimana pubblichera’ uno speciale sullo scrittore scomparso a 91 anni. ”Ma adesso vogliamo rendere questi tredici racconti disponibili ai lettori sulla nostra edizione digitale”, ha annunciato la rivista.
http://www.newyorker.com/online/blogs/books/remembering-salinger/
fonte:
http://viadellebelledonne.wordpress.com/2010/01/28/lutto-nel-mondo-della-letteratura/