Le sette lune di una storia

 

La luce è ferma / Al punto fermo del mondo che ruota. (T.S. Eliot, Burnt Norton – 1935)

 

La settima luna era bianca come una vergine e fredda come l’assenza: era luglio, dentro casa mia si gelava. Il giorno non si lavorava, la notte non si dormiva. Giorno e notte, notte e giorno si pensava. La settima luna: 30 giorni d'insonnia e 720 ore di pensieri.

La sesta luna era un quarto nel cielo, una falce minacciosa sulla finestra della stanza. Il mese della svolta: una vita prima di giugno, una vita dopo giugno, ma niente a giugno. Giugno il mattatore, l’assassino. La sesta luna cominciò a falciare all’improvviso e io non feci in tempo a scansarmi.

La quinta luna correva forte in discesa. A maggio si litigò, si fece l’amore, si mangiarono pizze e frittelle mai viste come quelle, si fecero promesse, si disfecero progetti. E' suonata la mezzanotte, raccogli la scarpa dalle scale e guarda la carrozza: non sembra già una zucca?

Lo spartiacque del cielo: dalla quarta luna non c’è ritorno, l’amore stacca biglietti di sola andata.

Il volto pallido della terza luna era il mio quando le dissi che l’avevo tradita. Era il mio quando mi rimangiai tutto subito dopo, negando, negando a morte. Era il mio quando non sapevo più chi ero io.

La seconda luna era l'ultima che valeva uno sguardo. Le ore erano un inganno, tutto era attesa. Il tempo era una domanda: Quando?

La prima luna era un bambino appena nato. La prima luna era una promessa mantenuta.

 

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2 Commenti on "Le sette lune di una storia"

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Ermione
Ospite

Ho già letto qui un post sullo stesso tema. Ricordo che lo trovai bellissimo, ancora più di questo. A parte Lucio Dalla.
Ma dov’è quel post? Non è tra i correlati.

Max
Ospite
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