Archive for the ‘Bronte’ Category

dicembre 12th, 2006

Stanze

Commenta, Bronte, Poesie, by Max.

   Spesso ammonita, eppure sempre ritorno
a quelle prime emozioni dell’infanzia,
lasciando l’affannosa caccia di sapere e ricchezza
per più pigri, irrealizzabili sogni:

   Oggi eviterò l’ombrosa regione
la cui insostenibile vastità mi opprime;
le visioni insorgono a legioni
recando l’irreale a una strana vicinanza.

   Camminerò, ma non sulle antiche eroiche tracce,
né attraverso sentieri di nobile condotta,
o tra sembianze appena distinguibili,
nebulose sagome di una storia remota.

   Andrò dove la mia natura mi conduce;
e mi annoia scegliere altra guida:
dove le greggi brucano le felci tra le gole
e il vento soffia selvaggiamente sui declivi.

   Cos’hanno da svelare di tanto grande questi monti?
Più gloria e più dolore di quanto io sappia dire:
la terra che desta il cuore all’emozione
può concentrare in sé Inferno e Paradiso.


Emily Bronte, Yorkshire 1818 – 1848 

 

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ottobre 9th, 2006

Parla per me

Commenta, Bronte, Poesie, by Max.

   Deve rispondere la luce del tuo sguardo,
ora che la ragione, con occhi sdegnosi,
irride alla mia piena sconfitta!
La tua lingua di miele deve parlare per me
e dire perché io ti abbia scelto!

   La severa ragione viene al giudizio,
vestita delle sue vesti più cupe:
sarai muto tu, mio difensore?
No, angelo radioso, parla per me,
spiega perché io abbia scagliato lontano il mondo.

   Perché con tanta ostinazione ho evitato
il comune sentiero che ognuno ha seguito,
perché ho percorso una strada sconosciuta,
ignorando a un tempo potere e ricchezza,
le ghirlande della gloria e i fiori del piacere.

   Un tempo apparivano creature divine;
un tempo forse udirono i miei voti,
e sui loro altari videro le mie offerte;
ma, doni senza amore non sono apprezzati,
e i miei vennero disprezzati giustamente.

   Con un cuore pronto ho giurato
di ignorare i loro altari di pietra;
ho consacrato il mio spirito ad adorare
te, creatura fantasma, onnipresente;
mio schiavo, mio compagno e mio re,

   Schiavo, perché ancora ti governo;
ti piego alla mia volontà che vuol mutare,
rendo buono o cattivo il tuo influsso:
compagno, perché la notte e il giorno
tu sei la mia intima delizia.

   Pena tanto amata che lacera e ferisce
e strappa dalle lacrime un grido di gioia
offuscando per me ogni terrena cura;
tuttavia, re, se pure la prudenza
ha insegnato alla tua schiava a ribellarsi.

   Sono in torto se mi inchino a venerare
là dove la fede non ha dubbi, né la speranza dispera,
poiché la mia stessa anima può esaudire la preghiera?
Parla, dio delle visioni, parla per me,
spiega perché io ti abbia scelto!


Emily Bronte, Yorkshire 1818 – 1848 

 

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ottobre 9th, 2006

Il tempo e l’oblio

Commenta, Bronte, Poesie, by Max.

(Emily Bronte dipinta dal fratello)

Il tempo e l’oblio hanno cancellato
ormai quel sorriso d’incanto
gli anni hanno spento la freschezza
muffa e umidità sfigurano il volto.
Ma la ciocca di capelli di seta
ancora intrecciata sotto il ritratto
dice quale fosse un tempo quel viso
ne ritrae l’immagine alla memoria.

Bianca la mano che ha vergato quel verso:
"Amore sappimi sempre fedele"
veloci correvano le belle dita
quando la penna tracciava quel motto.

Emily Bronte, Yorkshire 1818 – 1848 

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