Archivio per la Categoria ‘Bukowski’

 

Il matrimonio, Dio, i figli, i parenti e il lavoro. Non ti rendi conto che qualsiasi idiota può vivere così e che la maggior parte lo fa?
(C. Bukowski, Barfly)

Cominciò per sbaglio.
Si era sotto Natale ed ero venuto a sapere dall'ubriacone che stava un po' più su, sulla collina, e che a Natale ci provava sempre, che avrebbero assunto più o meno chiunque, e così ci andai, e prima che potessi rendermi conto di quello che stava succedendo ero lì con la sacca di cuoio sulle spalle a girare tutto il giorno a piedi a girare in lungo e in largo. Che lavoro, pensai. Facile! Leggero! Ti danno solo un paio di isolati e se finivi prima il postino fisso ti dava un altro isolato, oppure tornavi in ufficio ed era il capo a dartene un altro, ma tu te la prendevi comoda e dovevi solo infilare quei cartoncini di auguri nelle cassette.
Fu più o meno al secondo giorno come postino natalizio straordinario che arrivò questo donnone che cominciò a venire in giro con me a consegnare le lettere. Dico donnone perché era grossa, nel senso che aveva il culo grosso, le tette grosse ed era grossa in tutti i punti giusti. Sembrava un po' matta ma io continuavo a guardarle le tette il culo e il resto e mi andava bene così.
Parlava e parlava e parlava. Poi venne fuori. Suo marito lavorava su un'isola, lontano, e lei si sentiva sola, capite, e viveva in una casetta in una stradina laterale.
- Quale casetta? -, chiesi. Lei scrisse l'indirizzo su un pezzo di carta.
- Anch'io mi sento solo – , dissi, – stasera vengo da te a fare quattro chiacchiere -.
Io avevo una donna, abitavamo insieme, ma lei non c'era quasi mai, era sempre da qualche altra parte, e anch'io mi sentivo molto solo. Soprattutto con quel culone che mi camminava a fianco.
- Va bene -, disse lei, – ci vediamo stasera -.
Non era male, davvero, era una bella scopata, ma come tutte le scopate dopo la terza e la quarta notte cominciai a perdere interesse e non ci tornai.
Ma non potevo fare a meno di pensare, Dio mio, questi postini non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e farsi scopare. Questo è il lavoro che fa per me, ooh, sì sì sì.

 

Charles Bukowski, Post Office – Incipit - 

 

Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
(C. Bukowski, La canzone dei folli)

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The Man With the Beautiful Eyes
(Corto su una poesia di Charles Bukowski)

 

A Sanford piaceva fare brutti scherzi
come pisciare nelle bottiglie di latte
bruciare le gambe ai ragni
torturare gatti
metter l’acqua nel serbatoio ecc.

Ne sapeva
e ne faceva di tutti i colori.

Siamo cresciuti insieme.

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale
lui si arruolò in aviazione.

“I piloti acchiappano più figa”,
mi disse.

Alla seconda missione sulla Manica
gli sfondarono il culo
nel cielo.

Non fu mai trovato.

Un brutto scherzo in più
in un gran brutto mondo.

Charles Bukowski, Andernach 1920 – San Pedro (California) 1994 

L’universo è una troia.
(Norman Maclean)

462-0614

Adesso ricevo molte telefonate.
Tutte uguali.
"Sei Charles Bukowski,
lo scrittore?"
"Sì" dico io
e mi dicono che capiscono
quello che scrivo,
e alcuni di loro sono scrittori
o vogliono diventarlo
hanno impieghi noiosi e
orribili
e non possono sopportare la stanza
l’appartamento
i muri
quella sera -
Vogliono qualcuno con cui
parlare,
e non riescono a credere
che non posso aiutarli
che non conosco la formula.

Non riescono a credere
che spesso di questi tempi
mi chiudo in camera
mi afferro la pancia
e dico:
"Gesù Gesù Gesù,
un’altra volta
no!"
Non riescono a credere
che la gente senza amore
le strade
la solitudine
i muri
sono anche miei.
E quando riaggancio il ricevitore
pensano che abbia tenuto per me
il mio segreto.

 
Non scrivo
per insegnare qualcosa.
Quando suona il telefono
piacerebbe anche a me sentire
parole capaci di alleviare
un po’ di questo.
 
Ecco perchè il mio numero
è sull’elenco.

Charles Bukowski, Andernach 1920 – San Pedro 1994 

.. Puoi discutere nella piazza del mercato e tirare
i tuoi dubbi con serici fili: io ti dirò soltanto
questo: ho vissuto in tutti i loro templi,
credendo tutto e nulla – forse, ora,
essi moriranno nel mio.

(C. Bukowski, Il Prete e Il Matador)

Prudenti
durano
solo lo stretto
necessario
per morire
tranquilli.

Charles Bukowski, Andernach 1920 – San Pedro 1994 

Sicuro? La sicurezza si poteva averla anche in galera. Tre metri quadrati tutti per voi senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza tassa di circolazione. Senza multe. Senza fermi per ogni guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti.
(C. Bukowski, Post Office)

Umanità, mi stai sul cazzo da sempre.
(C. Bukowski)

 

Ti devi fottere un gran numero di donne, belle donne
e scrivere qualche decente poesia d’amore.
e non preoccuparti degli anni
e/o per i nuovi talenti.
bevi solo più birra
ancora e ancora birra
e va’ alle corse almeno una volta alla
settimana
e vinci
se puoi.
imparare a vincere è duro , qualsiasi fesso può essere un buon perdente.
non dimenticare il tuo Brahms
e il tuo Bach e la tua
birra.
non fare troppa pratica
dormi fino a mezzogiorno.
evita le carte di credito
e di pagare alcunché per tempo.
ricorda che in questo mondo non c’è
un culo che valga più di 50 dollari (nel 1977)
e se hai la capacità di amare
ama innanzitutto te stesso
ma sii sempre cosciente della possibilità di una
sconfitta totale
che la ragione di quella sconfitta
ti sembri giusta o sbagliata.
un prematuro assaggio di morte non è necessariamente
una brutta cosa.
stai lontano da chiese, bar e musei,
e come il ragno sii
paziente
il tempo è la croce di ognuno
oltre
all’esilio
alla sconfitta
al tradimento.
a tutto quel ciarpame.
stai con la tua birra
la birra è sangue continuo
un’amante continua.
procurati una grossa macchina da scrivere
e mentre i passi vanno avanti e indietro
fuori dalla tua finestra
picchia quella cosa
picchiala duro
fanne un combattimento da peso massimo.
fanne il toro quando carica la prima volta.
e ricordati dei vecchi cani
che hanno combattuto bene :
Hemingway, Celine, Dostoevskij, Hamsun.
se pensi che non siano diventati matti
nelle loro stanzette
proprio come sta succedendo a te adesso.
senza donne
senza cibo
senza speranza
allora non sei pronto
bevi altra birra
c’è tempo.
e se non ce n’è
va bene lo stesso.

Charles Bukowski, L’amore è un cane che viene dall’inferno 

 

Certa gente non diventa mai pazza. Che vita orribile devono vivere.
(Charles Bukowski)

Ogni uomo deve capire
che tutto può sparire molto
in fretta:
il gatto, la donna, il lavoro,
la ruota davanti,
il letto, le pareti, la
stanza; tutte le nostre necessità
amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia -
e ogni causa determinata,
per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong
o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina.
Tutte le tue stoviglie che si spaccano
sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
e tu sei là, ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
mio Dio, cosa succede?
E tu rispondi: non so,
non so…

Charles Bukowski, Andernach 1920 – San Pedro (California) 1994