Archivio per la Categoria ‘Cinema’

 

  • Quello che ami e quello che ti ama non sono mai la stessa persona.
  • In un mondo dove miliardi di persone credono che il loro dio abbia concepito un figlio mortale con una vergine umana, è incredibile quanta poca immaginazione dimostri la maggior parte della gente.
  • Quello che succede qui, all'inizio ti farà incazzare. E poi sarà sempre peggio.
  • Voglio essere al di fuori delle etichette. Non voglio che tutta la mia vita sia compressa in un'unica parola. Una storia. Voglio trovare qualcos'altro, che non si possa conoscere, un posto che non sia sulla mappa. Una vera avventura.
  • "Libertà" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente.

 

(Chuck Palahniuk, citazioni da Fight Club, Soffocare, Ninna Nanna, Rabbia)

 


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Nessun Commento, Cinema, Video, by Max.

 

Signore e signori non siete più in Kansas, siete su Pandora. Qui c'è una popolazione indigena, i Navi… Sono molto difficili da uccidere.
(Comandante delle forze di occupazione terrestri su Pandora)

 

Si presenta come un capolavoro assoluto, non vedo l'ora che esca nelle sale. Rigorosamente da guardare in 3D.

 

 


Numero 6:   Che cosa volete?
Numero 2:   Informazioni.
Numero 6:   Da che parte siete?
Numero 2:   Questo sarebbe dare informazioni. Noi le cerchiamo.
Numero 6:   Non ne avrete!
Numero 2:   In un modo o nell’altro, le avremo.
(Il Prigioniero, serie televisiva USA – 1967)

Butch:   Stai bene?
Wallace:   NO amico, mai stato così lontano dallo stare bene…
Marcellus Wallace, dopo essere stato sodomizzato da Zed – Pulp Fiction

 

Che succede se lo sceneggiatore di Pulp Fiction viene condannato ad un anno di carcere per guida in stato di ubriachezza nel 2009? Succede che il prigioniero numero 34 (come si autodefinisce) potrebbe trovare il modo di accedere ad internet, e postare su Twitter messaggi di 140 battute l'uno, descrivendo la vita nel carcere. E quando sei lo sceneggiatore di Pulp Fiction, le tue descrizioni suonano così:

  • I fiocchi d’avena della colazione arrivano in un grande sacco con l'immagine di un cavallo stampata sopra e la scritta «Non idoneo al consumo umano»;
  • Le lenzuola “pulite” puzzano del sudore di mille uomini e bisogna rimuovere i peli pubici altrui prima dell'uso;
  • L’architettura dell’edificio è un esempio imponente di Brutalismo. Il design delle finestre è concepito per non lasciar passare troppa luce all’interno;

E ancora: il 6 novembre descrive le perquisizioni corporali effettuate "in ogni cavità" da "un funzionario rotondo che osserva malizioso", e annunciate dalla guardia al detenuto con una frase di rito: "E' il tuo compleanno!". Ma il carcere offre anche opportunità educative, come le lezioni sul modo più veloce per rubare una macchina con un pezzo di fil di ferro.
Non è chiaro se il prigioniero numero 34 abbia accesso diretto al web grazie ai lavori socialmente utili che svolge durante il giorno, oppure se detti telefonicamente i Tweet ad un amico che poi li pubblica sul web. Quello che è certo, è che l'ultimo messaggio postato 8 ore fa, dice che Il numero 34 è stato trasferito in una struttura di maggior sicurezza per aver esercitato i suoi diritti sanciti dal Primo Emendamento. La verità che ha scoperto è troppo pericolosa.

 

Risorse utili: l'articolo sul sito del Corriere; l'account Twitter di Roger Avary

 

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Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo.
(Charles Dickens, Cantico di Natale – Incipit)

 

 

Oggi, mentre ero in coda nel traffico dopo aver saltato il pranzo per il ritardo di un cliente (non so se riuscite a immaginare una situazione peggiore di quella che ho appena descritto), ero completamente preso (posseduto) dalle maledizioni che stavo mandando: al cliente, al traffico, all'economia, al paese, a Berlusconi – in quest'ordine.

Allora la mia vocina mi ha detto: E se fossimo semplicemente all'inizio di un nuovo Medio Evo?
(Cioé?)

Il fatto è che noi siamo presi dalle cose per come le vediamo dal nostro minuscolo punto di osservazione, che si trova da qualche parte nel nostro Ego, e che spesso falsa l'analisi degli avvenimenti suggerendoci che noi siamo il centro del mondo. Se guardo le cose pensando di essere l'ombelico del mondo, è ovvio che mi ritrovo continuamente a chiedermi come mai allora spesso il mondo mi si rivolta contro. Viceversa, se cambio punto di osservazione e esco dal minuscolo e insignificante buchetto nell'universo costituito dalla mia coscienza individuale (nella quale in un sottobuchetto abita anche l'Ego), le cose hanno un colore diverso, e un significato più ampio. Diciamo che acquistano maggiore credibilità.

Allora torno al Medio Evo e all'epoca che stiamo vivendo. Noi veniamo da un periodo di enorme espansione dell'umanità, in tutti i campi: sociale, economico, politico, educativo. Sto parlando di un periodo di tempo che abbraccia circa 600 anni, dal 1400 al 2000. Si inizia nel '400 con il Rinascimento, per procedere con il Risorgimento, e arrivare al '700 con L'Illuminismo. La crescita procede nell'800 con la Rivoluzione Industriale (con qualche Stop & Go) per arrivare al '900 e all'avvento delle democrazie mondiali. Poi ancora Stop & Go con le due guerre, e poi il boom negli ultimi 60 anni: prosecuzione dell'Era Industriale, Era Tecnologica, Era dell'Informazione, sviluppo delle scienze sociali, maggiore consapevolezza del valore e della dignità dell'individuo, maggior benessere sociale. In tutto questo un piccolo neo: la parità dei diritti tra uomo e donna, ma niente è perfetto.

Siamo arrivati all'anno 2000, la festa è finita: nel 2001 questo enorme processo virtuoso sembra essersi piantato. Ha esitato un momento, e da un paio di anni sembra aver preso in picchiata la direzione verso il basso. Il 2001 è l'anno delle Torri Gemelle, la cui distruzione ha di fatto innescato l'inizio del possibile crollo dell'Impero Romano moderno: l'America. E il punto (mi dicevo oggi nel traffico) è esattamente questo: alla caduta dell'Impero Romano non seguì certo un periodo felice, almeno per l'occidente. Seguirono invece 400 anni di guerre intestine ed incertezze, che sfociarono nel Medio Evo, per poi approdare dopo ulteriori 400 anni al Rinascimento e ricongiungere il discorso che ho fatto fin qui. Ma attenzione: per ritrovare una strada virtuosa dopo il crollo del proprio punto di riferimento, l'umanità impiegò tra i 700 e gli 800 anni, passando nel frattempo in quello che fu il periodo più buio degli ultimi 2000 anni. Non so se mi state ascoltando dal vostro buchetto nell'Ego.

Dentro la mia macchina piantata nel traffico, realizzato questo, ho deciso che oggi (come faccio tutti gli anni in questo periodo) avrei scritto un post nel blog (questo post) per proporre la lettura del Cantico di Natale. Il periodo è quello giusto, e visto che vi ho appena prospettato 800 anni di disgrazie, per risarcirvi non mi resta che la fantasia. Il Cantico di Natale lo potete leggere a vostra figlia, alla vostra sorella minore, alla vostra amante (andrete all'inferno lo stesso), a vostro padre, a voi stessi, a chi vi pare. Cliccando qui potrete scaricare il PDF del romanzo tradotto in italiano. L'edizione è quella contenuta nel sito Liber Liber. Le illustrazioni all'inizio di questo post sono quelle disegnate da John Leech nel 1843, contenute nella prima edizione dell'opera.

Quest'anno c'è anche un altro appuntamento importante con Dickens: il 3 dicembre uscirà nei cinema il nuovo film in 3D prodotto dalla Disney, A Christmas Carol, con Jim Carrey nei panni di Scrooge. Il film è stato realizzato con la tecnica della performance capture, che consente di catturare le espressioni facciali di attori reali per poi applicarle a personaggi virtuali realizzati in computer grafica. E' la stessa tecnica utilizzata in Polar Express con Tom Hanks.

Il trailer del film:

 

 

Legandomi (incatenandomi) a questo post e questo, il discorso di Tyler Durden in Fight Club:

 

- Bashir è morto.
- Chi cazzo è Bashir?
(Dialogo tra soldati israeliani, Valzer con Bashir)

Se non l’avete visto, fortemente consigliato.

Vaffanculo, dobbiamo andare avanti!
(Not Now John, Pink Floyd – The Final Cut)

Quella qui sotto è la sequenza del film The Wall sulla canzone Is There Anybody Out There. La sequenza è preceduta dalla canzone Goodbye Cruel World in cui Pink manifesta chiaramente la volontà di abbandonare il mondo. E’ un abbandono mentale, non fisico: Pink non allude ad un suicidio ma ad una netta separazione tra sé stesso e il mondo esterno, da realizzare con Il Muro. Nell’analisi del testo di Is There Anybody Out There postata qualche giorno fa, ho scritto che nel filmato Mr. Floyd proietta la sua ricerca di ordine interiore verso l’esterno, riordinando il caos che aveva intorno. In realtà, Pink non crea ordine neanche all’esterno, perché tutto quello che riesce ad ottenere è simmetria. E non è una differenza da poco: come vedete nel filmato, la simmetria non crea necessariamente ordine. La scena sottolinea la differenza tra la paranoia e una ricerca consapevole. Pink in realtà non sa cosa sta facendo, procede per tentativi alla ricerca di un ordine superiore nella sua testa che è andato perduto.

Ne L’uomo senza qualità di Robert Musil, ad un certo punto c’è una lunga tirata del generale Stumm, che nel tentativo di ordinare in maniera logica e metodica il pensiero, gli ideali correnti e le contrapposizioni nei ragionamenti, illustra ad Ulrich il suo "Piano di battaglia", riportando il tutto su alcune mappe ordinate secondo schemi militari (Stumm: "Ho fatto fare un elenco dei condottieri delle idee, vale a dire che contiene tutti i nomi di coloro che negli ultimi tempi hanno guidato alla vittoria notevoli contingenti di idee; quest’altro qui è un ordine di battaglia; questo un piano dello schieramento strategico; questo un tentativo di identificare i depositi e gli arsenali donde si effettua il rifornimento delle idee. Ma se tu osservi uno dei gruppi di idee impegnati in combattimento, vedi subito – e ho voluto che risultasse ben chiaro dal disegno, – che esso attinge i suoi rinforzi di truppe e di materiale ideologico non soltanto dal proprio deposito ma anche da quello dell’avversario; vedi che cambia continuamente di fronte e senza nessun motivo, combatte tutt’a un tratto col fronte rovesciato, contro le proprie posizioni; ma vedi altresì che le idee disertano tutti i momenti, di qua e di là, sicché le trovi ora in questa ora nell’opposta linea di battaglia. Insomma, non si può stabilire né un regolare piano di dislocamento, né una linea di confine, né niente, e il tutto è, parlando con rispetto, – eppure d’altra parte non lo posso credere! – quello che da noi ogni superiore chiamerebbe un branco di porci impazziti!"). Stumm prosegue ancora a lungo, finché il dialogo tra i due finisce così:

Ulrich: "Tu prendi troppo sul serio il pensiero, signor generale. Ti ripeto: non bisogna prendere tanto sul serio lo spirito come tu stai facendo".
Stumm: "Non bisogna", – gemette Stumm. "Ma io non posso più vivere senza una regola superiore nella mia testa! Non lo capisci?"

Pink sembra avere lo stesso tipo di problema: ha perso la regola superiore nella sua testa, ed esattamente come Stumm con i suoi schemi militari, riesce a creare simmetria senza più trovare l’ordine.

Is there anybody out there è collocata all’interno dell’album The Wall dopo Hey You. Il filmato qui sotto riprende proprio dalla fine di Hey You nel concerto live The Wall del 1980: Mr. Floyd ha appena finito di costruire il suo muro e già si domanda se ci sia qualcuno lì fuori. Si rende conto di aver bisogno di aiuto, ma non capisce come e soprattutto da chi potrebbe arrivare. 

Il testo della canzone è costituito da quest’unica domanda, ripetuta quattro volte. Nel video vedrete Gilmour suonare da dietro il muro (ancora presente sul palco, dopo l’esecuzione di Hey You), in una finestra costituita da due mattoni mancanti. Le voci che sentite in sottofondo sono quelle della televisione, che Floyd tiene accesa senza guardarla. Floyd è entrato ormai in una fase di disfacimento interiore, che lo porterà nel proseguimento della storia contenuta nell’album a un completo annullamento di colui che era, permettendo ad altri aspetti della sua personalità (aspetti distruttivi) di emergere completamente ed assumere il controllo. La sua richiesta di aiuto nasce dopo i tentativi falliti di ristabilire un contatto con il mondo esterno contenuti in Hey You. Fernando Pessoa sosteneva di aver avuto una vera e propria rivelazione il giorno in cui aveva capito che "il problema non erano gli altri, ero io". Nessuno può arrivare dove Floyd si trova, perché Floyd non vuole che nessuno arrivi. Per saltare il muro dovrebbe fuggire da sé stesso, perché è lui che l’ha costruito. E’ una fuga impossibile ("Ma era solo la sua immaginazione, il muro era troppo alto come puoi vedere", dice la voce narrante in Hey You), salvo l’annullamento della personalità e una rinascita in qualcosa di diverso: un nuovo Floyd. Che è esattamente quello che avverrà nel proseguimento dell’album, con una intuizione poetica/umana/psicologica assolutamente geniale da parte di Waters. Floyd chiama qualcuno al di là del muro, e la mancata risposta nel testo della canzone suona assordante. Risolvere un’intera canzone in una domanda senza risposta, produce un silenzio definitivo, reso perfettamente dall’atmosfera creata dalla chitarra di Gilmour. In realtà, oltre il muro qualcuno c’è, come svela il testo dell’ultima canzone dell’album (Outside the Wall). Qualcuno c’è sempre, ma Floyd è sordo a qualunque risposta, è prigioniero della sua domanda ("Il problema non erano gli altri, ero io").  A questo punto dell’album, considerata la singola riga di testo contenuta nella canzone, potremmo considerare Is There Anybody Out There come ultimo grido di aiuto prima di abbandonarsi alla decadenza.

E’ interessante notare come durante questa canzone, nel film The Wall, Pink cerchi di riorganizzare in maniera maniacale il caos in cui aveva ridotto il suo appartamento. Alla disperata ricerca di un ordine interiore, Pink manifesta il suo bisogno attraverso un riordine esteriore del caos, nella speranza di poterlo in qualche modo controllare. E così, spostare di un centimetro una lattina di coca cola, a volte può essere di aiuto.

L’atmosfera della canzone è assolutamente suggestiva, unica. L’esecuzione di Gilmour alla chitarra classica è semplicemente una perla per chiunque ami la musica dei Pink Floyd.

 

L’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto fa sempre una certa impressione. Perché a volte capita che questa persona aspetti tutta la vita prima che il momento magico si manifesti, come è capitato a Mickey Rourke per esempio. Esplode come attore con Nove settimane e mezzo, poi sprofonda nella più buia e infeconda delle depressioni, passa un ventennio sbattuto tra la dipendenza dall’alcool che lo imbruttisce all’inverosimile, e filmetti di quarta categoria. Quest’uomo è finito? Il suo apice era il film che l’ha lanciato? Il suo personaggio era il superfigo spaccacuori? Macché, macché. Dopo 20 anni il destino si presenta all’improvviso e gli svela di averlo imbruttito per metterlo nei panni del vero personaggio di tutta una vita: Mickey Rourke non era il superfigo spaccacuori, Mickey Rourke era Marv, di Sin City. Date un’occhiata al filmato che vi ho appena linkato e provate a dire di no. Per diventare chi era, per interpretare il ruolo di una vita, doveva passare attraverso la propria distruzione. Di più: doveva restare distrutto. A volte capita così.

Altre volte invece il meccanismo si svela alla rovescia: tu pensi di essere un grande cantante? Magari hai anche pubblicato il tuo album e la gente lo sta comprando e tu pensi di aver trovato la tua strada e ti vedi come leggenda del rock? Macché, chiedetelo a Bob Geldof. Lui è nato per essere Mr. Floyd, e basta. La sua interpretazione del film The Wall è inarrivabile, ha trovato subito chi era, poi ha passato il resto della vita a cercarsi. Ma niente da fare: il suo tempo era scaduto alla fine del film. Per noi è valsa senz’altro la pena (non vorrei mai vedere nessun altro nei panni di Floyd), per lui non lo so. Ma alla fine ogni artista serve una causa superiore, credo che quello che valesse per lui sia del tutto marginale. All’arte basta che abbia interpretato momenti come quelli del filmato qui sotto. E sapete una cosa? Dovrebbe bastare anche a lui.


 

Sicuro? La sicurezza si poteva averla anche in galera. Tre metri quadrati tutti per voi senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza tassa di circolazione. Senza multe. Senza fermi per ogni guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti.
(C. Bukowski, Post Office)

Umanità, mi stai sul cazzo da sempre.
(C. Bukowski)