Archivio per la Categoria ‘Dickinson’

Notti selvagge! Notti di tempesta!
Fossi con te,
queste notti sfrenate sarebbero
per noi magnifiche!
 
Futili i venti
Per un cuore in porto, -
Inutile la bussola,
riposta la mappa.
 
Remare nell’Eden!
Ah, il mare!
Potessi gettare l’ancora,
stanotte, in te!

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886 

Mai che io senta la parola "Fuga"
senza che mi tremino i polsi
senza che subito mi prenda un senso d’attesa,
senza che mi senta pronta ad andare!

Mai che io senta di grandiose prigioni
da soldati abbattute, senza che invano
mi metta a scuotere le sbarre, come un bambino
condannato ancora una volta a non farcela!

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886 

L’acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.

La pace, dai racconti di battaglia.
L’amore da un’impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886

Tutti hanno diritto al mattino,
alla notte solo alcuni.
Alla luce dell’aurora
pochi eccelsi privilegiati.

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886 

Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà -
se qualcuno sogghigna stia attento
- perchè Dio è qui – questo è tutto.

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886 

set
9

1862

7 Commenti, Dickinson, Poesie, by Max.

Ai miei Libri – così bello rivolgermi -
Ultimo lembo di stanche Giornate -
Che fanno quasi amare l’Astinenza -
E la Pena – trascurare – nel Plauso -

Come le Fragranze – allietano gli Ospiti in Ritardo -
Con promesse di Banchetti -
Così gli Aromi – stimolano il tempo
Fino alla mia piccola Biblioteca -

Può esserci il Deserto – là fuori -
Lontani passi di Uomini imperfetti -
Ma la Festa – esclude la notte -
Ed è Scampanio – dentro -

Ringrazio questi Parenti dello Scaffale -
Le loro Fisionomie di Pelle
Innamorano – nell’Attesa -
E appagano – ottenuti -

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886 

Dopo un grande dolore viene un senso solenne,
i nervi stan composti, come tombe.
Il cuore irrigidito chiede se proprio lui
soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa?

I piedi vanno attorno come automi
per un’arida via
di terra o d’aria o di qualsiasi cosa,
indifferenti ormai;
una pace di quarzo come un sasso.

Questa è l’ora di piombo, e chi le sopravvive
la ricorda come gli assiderati rammentano la neve;
prima il freddo, poi lo stupore, infine
l’inerzia.

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886 

(Cavallo Impennato, Leonardo da Vinci
Castello di Windsor, The Royal Library)

Quella vita che fu tenuta a freno
Troppo stretta e sì libera,
Correrà poi per sempre, con un cauto
Sguardo indietro e paura delle briglie.

Il cavallo che fiuta l’erba viva
E a cui sorride il pascolo
Sarà ripreso solo a fucilate,
Se si potrà riprenderlo.


Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886
 

 

nov
21

1203

1 Commento, Dickinson, Poesie, by Max.

   E’ una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all’estasi
O alla disperazione.

   Se qualcuno l’incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!


Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886
 

 

feb
3

1695

2 Commenti, Dickinson, Poesie, by Max.

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte – eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare
che è un’anima al cospetto di sé stessa

Emily Dickinson, Amherst (Massachussets) 1830 – 1886