Archivi categoria: Paz

Paz

Passato in trasparenza

La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare.
(Octavio Paz)

   C’è un terzo modo di essere:
l’essere senza essere, la pienezza del vuoto,
ore senza ore e altri nomi
ove si espone e si disperde
nelle confluenze del linguaggio
non la presenza: il suo presentimento.
I nomi che la nominano dicono: nulla,
parola a doppio taglio, parola tra due vuoti.
La sua casa, costruita sull’aria
con mattoni di fuoco e muri d’acqua,
si fa, si sfa, è identica a sé stessa dal principio. […]

   Nelle conversazioni con il fico
O tra gli spazi bianchi del discorso,
nella congiura delle immagini
contro le mie palpebre chiuse,
delirio delle simmetrie,
arenili dell’insonnia,
giardino incerto della memoria
o nei sentieri divaganti,
era l’eclisse dei chiarori.
Appariva in ogni forma
dello svanire. […]

   Le lettere spezzate dei nomi:
abbiamo infranto i nomi,
abbiamo disperso i nomi,
abbiamo disonorato i nomi.
Da allora sono in cerca del nome.
Inseguii un mormorio di linguaggi,
fiumi tra le petraie
color ferrigno di questi tempi.
Piramidi d’ossa, marcitoi di parole:
feroci e garruli, i nostri signori.
Con le parole e le loro ombre edificai
una casa ambulante di riflessi,
torre in marcia, costruzione di vento.
Il tempo e le sue combinazioni:
gli anni, i morti, le sillabe,
racconti diversi della stessa conta. […]

   Sono nel luogo in cui ero:
incalzo il mormorio,
passi dentro di me, uditi con gli occhi,
il mormorio è mentale, io sono i miei passi,
odo le voci che penso,
le voci che mi pensano al pensarle. […]

   – là dentro lo spazio
è una mano aperta, una fronte
che non pensa idee ma forme
che respirano, camminano, parlano, cambiano
e silenziosamente svaporano;
– là dentro, paese d’echi intrecciati,
precipita la luce, lenta cascata,
fra le labbra delle crepe:
la luce è acqua, l’acqua, tempo diafano,
in cui gli occhi lavano le proprie immagini;
– là dentro i cavi del desiderio
fingono eternità di un secondo
che il circuito mentale
accende, spegne, accende, […]


Octavio Paz, Città del Messico 1914 – 1998
 

 

Share