Archive for the ‘Personale’ Category

maggio 19th, 2010

Quando cade il giorno

7 Commenti, Personale, by Max.

 

Ieri è morto Figaro, un bastardino nero carbone che stava con mia madre da 12 anni. L'agonia è cominciata ieri mattina, quando mia madre ha ritrovato il cane nel cortile dietro casa, steso vicino alla rete di recinzione. Il cane è scosso da tremori violenti, tipo spasmi, a cadenza regolare. Mia madre chiama il veterinario. Il veterinario dice che sarebbe passato nel pomeriggio e visto che il cane è molto vecchio e questa è la terza ricaduta nell'ultimo mese, probabilmente sarebbe stato il caso di procedere con l'eutanasia.

Nel pomeriggio vado a casa di mia madre per vedere Figaro. Il cane è ancora steso e gli spasmi continuano a scuoterlo mozzandogli il fiato. E' completamente assente, se lo chiamo non reagisce, se lo accarezzo non reagisce, niente. Tutto quello che fa è tremare: al posto degli occhi ha due pezzi di vetro vuoti, come una finestra che non affaccia in nessun posto. Penso a quanto sia ingiusto che un cane debba morire in una splendida giornata di sole di metà primavera, e a come la natura non si occupi di cose giuste ma di cose necessarie. Poi arriva il boia.

Il veterinario passa il cancello di casa dentro un SUV grigio metallizzato, e dal momento in cui la morte entra nel cortile, a Figaro restano meno di 30 minuti di vita.

Il veterinario scende dal SUV, saluta me, saluta mia madre, chiede: "Dov'è il cane?", apre la porta posteriore dell'auto, prende qualcosa, chiude la porta. La morte viaggia in piccole fiale incolore, custodite dentro una bellissima valigetta color verde speranza.
"Lì", dice mia madre indicando il porticato della casa. Il veterinario mette la valigetta a tracollo e cammina nella direzione di Figaro. Il boia non ha una faccia da Dottor Morte, per niente. E' magro, il viso smunto, occhiaie profonde che parlano di molte notti insonni, lo sguardo di uno che vorrebbe solo andare a dormire. Somiglia più a una vittima che a un carnefice. Forse ha scelto il lavoro sbagliato, forse uccidere cani gli scava solchi profondi, dentro e fuori.
(20 minuti)

Il veterinario si china su Figaro, posa la borsa per terra, poggia una mano sulla pancia del cane che tra una scossa e l'altra respira regolarmente. Mia madre lo guarda lavorare senza dire niente, io sto pensando al senso dignitoso della morte che hanno gli animali. Cani e gatti, se ne hanno la possibilità, preferiscono andare a morire lontano da casa. Forse era questo che stava cercando di fare Figaro portandosi nel lato più lontano e deserto del giardino dove quella mattina mia madre l'aveva ritrovato. Forse voleva solo restare solo, voleva evitare che gli altri cani della casa (lui era il capo nel gruppo) lo vedessero morire in quelle condizioni. Il veterinario dice: "Ha un versamento polmonare".
(15 minuti)

Sono convinto che Figaro è a disagio, allontano gli altri due cani che curiosavano lì intorno, il veterinario dice: "Ha un blocco renale". Il veterinario apre la borsa verde, estrae una fiala incolore e scartoccia una siringa. Posa la siringa a terra, dilata gli occhi al cane, lo pizzica con l'ago sulla pancia, il cane non reagisce. Il veterinario dice: "Ha un principio di ictus".
(10 minuti)

Io sto pensando al posto in cui seppelliremo Figaro. Sto pensando che dopo morto preferirei mille volte essere seppellito nella terra piuttosto che loculizzato dentro un blocco di cemento in un muro. Il veterinario infila l'ago nella boccetta, estrae il liquido incolore, lo inietta nel cane. Quando l'ago gli entra nella carne, il cane non mostra segni di reazione. Mia madre sta piangendo.
(5 minuti)

Dopo pochissimo il cane è immobile. Mia madre chiede: "E' morto?", il veterinario apre di nuovo la borsa verde, estrae una seconda boccetta di liquido incolore, "No, quella era l'anestesia, prima lo addormentiamo", dice. Poi infila la stessa siringa dell'anestesia nella boccetta, estrae il liquido, lo inietta al cane ed è tutto finito.

Adesso il cane giace immobile. Anche dopo l'anestesia era immobile, ma adesso è più immobile. Adesso sembra una cosa. Io non credo in Dio e sto pensando cos'è mai questo mistero che anima le cose. In qualche modo, in forza di qualcosa che non so spiegare, in quella cosa nera stesa per terra fino a 5 minuti fa c'era Figaro, e adesso non c'è più niente.

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aprile 22nd, 2010

Le sette lune di una storia

2 Commenti, Personale, by Max.

 

La luce è ferma / Al punto fermo del mondo che ruota. (T.S. Eliot, Burnt Norton – 1935)

 

La settima luna era bianca come una vergine e fredda come l’assenza: era luglio, dentro casa mia si gelava. Il giorno non si lavorava, la notte non si dormiva. Giorno e notte, notte e giorno si pensava. La settima luna: 30 giorni d'insonnia e 720 ore di pensieri.

La sesta luna era un quarto nel cielo, una falce minacciosa sulla finestra della stanza. Il mese della svolta: una vita prima di giugno, una vita dopo giugno, ma niente a giugno. Giugno il mattatore, l’assassino. La sesta luna cominciò a falciare all’improvviso e io non feci in tempo a scansarmi.

La quinta luna correva forte in discesa. A maggio si litigò, si fece l’amore, si mangiarono pizze e frittelle mai viste come quelle, si fecero promesse, si disfecero progetti. E' suonata la mezzanotte, raccogli la scarpa dalle scale e guarda la carrozza: non sembra già una zucca?

Lo spartiacque del cielo: dalla quarta luna non c’è ritorno, l’amore stacca biglietti di sola andata.

Il volto pallido della terza luna era il mio quando le dissi che l’avevo tradita. Era il mio quando mi rimangiai tutto subito dopo, negando, negando a morte. Era il mio quando non sapevo più chi ero io.

La seconda luna era l'ultima che valeva uno sguardo. Le ore erano un inganno, tutto era attesa. Il tempo era una domanda: Quando?

La prima luna era un bambino appena nato. La prima luna era una promessa mantenuta.

 

  • [youtube]STNDutynt2A[/youtube]
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marzo 29th, 2010

Un sogno dentro a un sogno

Commenta, Personale, by Max.

 

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.
(W. Shakespeare, La Tempesta)

 

Il mondo dei sogni è un posto incredibile. Ma forse è proprio il concetto di sogno in sé ad esserlo. Uno degli aspetti più intriganti di un sogno è la provenienza di certi personaggi che non hai mai visto né incontrato in vita tua. Perfetti estranei in tutto e per tutto, vengono fuori all'improvviso dal nulla per ritornarci subito dopo. Nella loro brevissima esistenza vi fanno un po' di compagnia, presentandosi di notte sotto forma di sogno e (spesso) prendendo possesso della scena con non poca arroganza.

Ieri notte, per esempio, ho sognato una tipa mai vista in vita mia. Con nessuna somiglianza a nessuna donna che conosco, la tipa di cui sto per parlare è una perfetta sconosciuta. Anzi lo era.

Ho sognato questa ragazza che salutava gli amici baciandoli in bocca. Attenzione: non che si limitasse a un bacetto, questa qui quando ti prendeva per salutarti ti allungava la lingua in bocca e ti baciava come se fossi il più grande amore della sua vita. E' stato così che dopo il suo primo saluto, nel sogno ho subito deciso che doveva diventare la mia migliore amica. A dire la verità, dopo il primo bacio avevo perso completamente la testa per lei.

A un certo punto le cose cominciano a correre velocemente come spesso succede nei sogni (probabilmente sono successe cose che adesso non mi ricordo), e arriviamo a un punto in cui io e la sconosciuta siamo in una piazza insieme ad altri amici. Io, come sempre, non vedevo l'ora di salutarla, ma quando uno di questi altri fa per andarsene e si avvicina a lei per riscuoterne il saluto, lei gli mette una mano davanti la faccia e lo ferma: "No no", gli dice scuotendo la testa, "da oggi in poi solo baci sulla guancia. Ecco che è successo per baciarvi in bocca", gli dice indicando me. Io ero lì perché la seguivo ovunque aspettando il momento di salutarci, ma questo suo modo di sottolinearlo è stato molto fastidioso.

Poi non lo so che è successo, non mi ricordo più niente. Però mi ricordo dei particolari qua e là: per esempio posso dirvi che lei andava in giro tutta la notte e non dormiva mai. Posso dirlo perché le stavo sempre appiccicato e mi ricordo tutte immagini notturne. Era carina, molto carina, però mi chiedo dove posso essere andato a pescare una figura come quella nella mia coscienza se non somiglia a nessuna persona che conosco. E' incredibile, se ci pensate. Una ragazza in carne e ossa, con la sua personalità, i suoi tic, le sue espressioni, le sue (strane) abitudini, con una volontà tutta sua. Praticamente un essere senziente bello e finito, inventato di sana pianta, uscito dal nulla. E' un vero peccato che non esista.

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Una volta vidi uno splendido dipinto, rappresentava un paesaggio di sera. Sulla destra, in lontananza, una fila di colline che sembravano blu nelle brume della sera. Al di sopra di quelle colline, lo splendore del tramonto, le nuvole grigie striate d'argento, d'oro e di porpora. Il paesaggio è una pianura coperta d'erba e d'erica, qua e là le cortecce bianche delle betulle con le foglie gialle perché è autunno. Attraverso il paesaggio scorre una strada che porta a un'alta montagna, molto, molto lontana e, sulla cima della montagna, una città su cui il sole al tramonto getta una luce di gloria. Sulla strada cammina un pellegrino, ha un bastone in mano. Egli sta camminando già da molto tempo ed è stanco. Incontra una donna, una figura in nero che fa pensare alle parole di San Paolo: "Anche se triste, tuttavia sempre lieta. Quest'angelo di Dio è stato messo lì per incoraggiare il pellegrino e per rispondere alle sue domande; e il pellegrino chiede: 'Questa strada è sempre in salita?'. E la risposta è : 'Sì, fino alla fine'. Il pellegrino chiede ancora: 'Il viaggio durerà tutto il giorno?'. E la risposta è: 'Da mattina fino a sera, amico mio '".
(Vincent Van Gogh, Lettere al fratello)

Partendo da questo passaggio di una lettera di Van Gogh al fratello, ho cominciato a cercare in internet il dipinto a cui Van Gogh si riferisce. Attraverso una ricerca con citazione diretta del testo della lettera, sono arrivato su questa pagina di google books in cui si parla della lettera di Van Gogh e del quadro a cui farebbe riferimento.

Secondo l'autore del libro, il quadro di cui parla Van Gogh sarebbe: Dio mette fretta! Pellegrino sulla via di Canterbury, di George Henry Boughton. Non conosco il pittore, e non c'è verso che possiate rintracciare la foto di un quadro in internet con la sua traduzione italiana. Quindi sono andato a imparare qualcosa su Boughton nella pagina di Wikipedia che ne parla. Speravo di essere talmente fortunato da trovarci anche il quadro di cui parla Van Gogh, ed ero sicuro di poterlo riconoscere perché la descrizione di Van Gogh è meglio di un disegno. Ma come dice un proverbio cinese: E' difficile trovare un gatto nero in una stanza buia. Soprattutto se il gatto non c'è.

Allora ho provato a tradurre il titolo del quadro in inglese associandolo al nome del pittore, e ho fatto una nuova ricerca. Stavolta ho avuto migliore fortuna, e ho trovato il quadro citato nel libro. Il quadro è questo:
 

Il titolo inglese del quadro è: Godspeed! Pilgrims setting out for Canterbury, conosciuto anche con il nome The pilgrim's progress. Ma c'è qualcosa che non va.

Come ho detto, la descrizione di Van Gogh era meglio di un disegno, e in questo quadro molte cose sono fuori posto. Tanto per cominciare la signora non è per niente vestita di nero, poi i pellegrini sono due, non uno. E dov'è "la città su cui il sole al tramonto getta una luce di gloria"?

Certo era possibile che Van Gogh ricordasse male il dipinto, e che l'avesse descritto al fratello con dei particolari sbagliati. Ma era un tale perfezionista, che ho pensato piuttosto che fosse sbagliata la traduzione italiana della lettera a lui attribuita. Quindi sono andato a leggermi la lettera in questione in lingua inglese, nel sito ufficiale del Van Gogh Museum, che conserva anche le lettere. La lettera potete trovarla qui.
Scrollando la pagina fino alla nota numero 12, e cliccandoci sopra per aprirla, ho scoperto che in effetti esistono seri dubbi che il dipinto a cui faccia riferimento Van Gogh sia effettivamente quello identificato dai critici d'arte. Non solo. Esiste un altro dipinto sui pellegrini per Canterbury attribuito a Boughton, e questo dipinto non è mai stato trovato. E credo che a modo suo sia straordinario che di un quadro scomparso resti comunque la recensione di un poeta della pittura come Van Gogh. Dico: non è un quadro proprio scomparso.

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La gente non si accorge mai di nulla.
(J.D. Salinger, Il giovane Holden)

E' morto J. D. Salinger, il padre del più bel personaggio che abbia mai trovato in un libro in vita mia.

Viveva in un isolamento totale da oltre 40 anni, aveva esiliato il mondo. Salinger era la persona più straordinaria che non abbia mai conosciuto. Quando la figlia gli diede la notizia che era incinta, lui si alzò di scatto e colpì la scrivania con un pugno: "Mio Dio che tragedia", disse, "e adesso cosa pensi di fare?".

Salinger è morto, e gli accademici americani staranno brindando con bottiglie che tenevano in fresco da oltre 40 anni in attesa di questo momento. Adesso finalmente scopriranno se in questi decenni di silenzio abbia scritto qualcosa oppure no. E per quanto vorrei leggere qualcosa di "nuovo" scritto da lui, la mia vera speranza è che se mai avesse scritto qualcosa, abbia avuto il tempo di bruciarla prima di morire.

L'articolo su repubblica.it
Salinger su Wikipedia
Il giovane Holden; Tratto da Il giovane Holden: Le anitre del Central Park


 

"Ragazzi, quando morite vi servono di tutto punto. Spero con tutta l'anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate. Chi li vuole i fiori, quando sei morto? Nessuno".
(J. D. Salinger, Il giovane Holden)
 

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"Avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito".
(Il direttore generale della Luiss: Articolo su repubblica.it)

 

Egregio direttore generale, vi ci potete giocare il culo che avete fallito. Ma non è neanche questo il problema peggiore dell'Italia. Il nostro problema peggiore è che non schiodate. Quelli della vostra generazione hanno avuto la loro possibilità, e l'hanno fallita. Ma questo fa parte delle vicende umane, anche generazionali. La vostra colpa peggiore nei confronti della società italiana, non è il fallimento, che è cosa individuale con cui quelli di voi forniti di coscienza faranno il conto ognuno nel proprio intimo. E il fatto è che il vostro intimo (si regga forte al suo ego), non ci riguarda. Come società non siamo minimamente interessati.

La vostra colpa peggiore è aver negato a un'intera generazione (quella degli attuali 40enni di cui faccio parte), la possibilità di rimediare alla devastazione che vi siete lasciati dietro.
La vostra colpa peggiore è la persistenza. Il nostro problema più grande è che perdurate. Non c'è modo per noi di rimboccarci le maniche e rimediare ai disastri che ci avete tanto scrupolosamente e con impegno costante e quotidiano lasciato sulle spalle. Non c'è come possiamo rimediare, finché le leve del potere economico, politico, finanziario e informativo restano nelle vostre mani. Perché per una cosa che aggiustiamo, voi ne trovate altre cinque da sfasciare. Il miglioramento della qualità della vita e il suo prolungamento, sono state la peggior fregatura generazionale che potessimo incassare. Le mummie che guidano oggi questo cimitero di fantasmi a cui è ridotta l'Italia, hanno un bel colorito e un ottimo aspetto all'esterno. Ma sono morte. Gli egiziani dentro le piramidi sono andati avanti 2000 anni con questo trucco.

Abbiamo bisogno di persone per cui le parole Etica, Morale, Professionalità, Rispetto, Persona, Merito, Anima, Individuo, abbiano ancora un senso che vada oltre i 30 secondi di uno spot pubblicitario. E queste persone non siete voi. Francamente, non sono neanche tanto sicuro che possiamo essere noi, arrivati a questo punto. Perché il disfacimento è contagioso, e potrebbe già essere troppo tardi, anche per quanto ci riguarda. Personalmente non mi faccio illusioni nel breve periodo: per rimettere insieme i cocci sparpagliati in questo posto che è stata l'Italia, ci vorranno non meno di due, forse tre generazioni da oggi. Forse in un tempo di 40/60 anni riusciremo a costruire qualcosa da cui valga la pena ripartire, quindi non si dispiaccia più di tanto: il paese troverà un modo, nonostante voi. Tutto quello che vi chiediamo di fare, è di accomodarvi all'uscita. E anche se nessuno può di fatto spingervi fuori dalla porta della Storia, vedrà che prima o poi passerete.


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Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo.
(Charles Dickens, Cantico di Natale – Incipit)

 

 

Oggi, mentre ero in coda nel traffico dopo aver saltato il pranzo per il ritardo di un cliente (non so se riuscite a immaginare una situazione peggiore di quella che ho appena descritto), ero completamente preso (posseduto) dalle maledizioni che stavo mandando: al cliente, al traffico, all'economia, al paese, a Berlusconi – in quest'ordine.

Allora la mia vocina mi ha detto: E se fossimo semplicemente all'inizio di un nuovo Medio Evo?
(Cioé?)

Il fatto è che noi siamo presi dalle cose per come le vediamo dal nostro minuscolo punto di osservazione, che si trova da qualche parte nel nostro Ego, e che spesso falsa l'analisi degli avvenimenti suggerendoci che noi siamo il centro del mondo. Se guardo le cose pensando di essere l'ombelico del mondo, è ovvio che mi ritrovo continuamente a chiedermi come mai allora spesso il mondo mi si rivolta contro. Viceversa, se cambio punto di osservazione e esco dal minuscolo e insignificante buchetto nell'universo costituito dalla mia coscienza individuale (nella quale in un sottobuchetto abita anche l'Ego), le cose hanno un colore diverso, e un significato più ampio. Diciamo che acquistano maggiore credibilità.

Allora torno al Medio Evo e all'epoca che stiamo vivendo. Noi veniamo da un periodo di enorme espansione dell'umanità, in tutti i campi: sociale, economico, politico, educativo. Sto parlando di un periodo di tempo che abbraccia circa 600 anni, dal 1400 al 2000. Si inizia nel '400 con il Rinascimento, per procedere con il Risorgimento, e arrivare al '700 con L'Illuminismo. La crescita procede nell'800 con la Rivoluzione Industriale (con qualche Stop & Go) per arrivare al '900 e all'avvento delle democrazie mondiali. Poi ancora Stop & Go con le due guerre, e poi il boom negli ultimi 60 anni: prosecuzione dell'Era Industriale, Era Tecnologica, Era dell'Informazione, sviluppo delle scienze sociali, maggiore consapevolezza del valore e della dignità dell'individuo, maggior benessere sociale. In tutto questo un piccolo neo: la parità dei diritti tra uomo e donna, ma niente è perfetto.

Siamo arrivati all'anno 2000, la festa è finita: nel 2001 questo enorme processo virtuoso sembra essersi piantato. Ha esitato un momento, e da un paio di anni sembra aver preso in picchiata la direzione verso il basso. Il 2001 è l'anno delle Torri Gemelle, la cui distruzione ha di fatto innescato l'inizio del possibile crollo dell'Impero Romano moderno: l'America. E il punto (mi dicevo oggi nel traffico) è esattamente questo: alla caduta dell'Impero Romano non seguì certo un periodo felice, almeno per l'occidente. Seguirono invece 400 anni di guerre intestine ed incertezze, che sfociarono nel Medio Evo, per poi approdare dopo ulteriori 400 anni al Rinascimento e ricongiungere il discorso che ho fatto fin qui. Ma attenzione: per ritrovare una strada virtuosa dopo il crollo del proprio punto di riferimento, l'umanità impiegò tra i 700 e gli 800 anni, passando nel frattempo in quello che fu il periodo più buio degli ultimi 2000 anni. Non so se mi state ascoltando dal vostro buchetto nell'Ego.

Dentro la mia macchina piantata nel traffico, realizzato questo, ho deciso che oggi (come faccio tutti gli anni in questo periodo) avrei scritto un post nel blog (questo post) per proporre la lettura del Cantico di Natale. Il periodo è quello giusto, e visto che vi ho appena prospettato 800 anni di disgrazie, per risarcirvi non mi resta che la fantasia. Il Cantico di Natale lo potete leggere a vostra figlia, alla vostra sorella minore, alla vostra amante (andrete all'inferno lo stesso), a vostro padre, a voi stessi, a chi vi pare. Cliccando qui potrete scaricare il PDF del romanzo tradotto in italiano. L'edizione è quella contenuta nel sito Liber Liber. Le illustrazioni all'inizio di questo post sono quelle disegnate da John Leech nel 1843, contenute nella prima edizione dell'opera.

Quest'anno c'è anche un altro appuntamento importante con Dickens: il 3 dicembre uscirà nei cinema il nuovo film in 3D prodotto dalla Disney, A Christmas Carol, con Jim Carrey nei panni di Scrooge. Il film è stato realizzato con la tecnica della performance capture, che consente di catturare le espressioni facciali di attori reali per poi applicarle a personaggi virtuali realizzati in computer grafica. E' la stessa tecnica utilizzata in Polar Express con Tom Hanks.

Il trailer del film:

 

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novembre 7th, 2009

Strada dissestata

1 Commento, Omissis, Personale, by Max.

 

Girando a caso in internet, cado all'improvviso dentro una buca profonda quanto l'anima. Su Yahoo Answers, alla domanda di un utente che chiedeva la spiegazione di Comfortably Numb dei Pink Floyd, qualcuno rispondeva così:

"… Secondo me è l'idea di un approssimarsi della morte (che in realtà non avviene) a creare in Pink la sensazione di un piacere liberatorio misto a insensibilità".

La definizione della morte come piacere liberatorio è una delle cose più tristi che abbia mai letto in vita mia. Voglio dire: la cosa peggiore è che ho pensato fosse una definizione perfetta.

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agosto 25th, 2009

Ossessione

Commenta, Omissis, Personale, by Max.

 

A volte mi chiedo: Perché le ho dato così tanta importanza?

E’ strano perché io non do importanza a nessuno. Nessuna persona è mai stata, o è davvero importante per me. A parte i morti.
Quando ancora pensavo che avere rapporti con qualcuno portasse a qualcosa, trattavo le persone malissimo. Oggi mi limito a non trattarle e basta. Oppure le tratto con gentilezza, ma è per me che lo faccio, non per loro.

Perché allora lei che è viva ha avuto tutta questa importanza? Non lo so, molte cose le ho dimenticate.

Però ricordo il suo sguardo, la sua voce, il suo accento. Ricordo il modo in cui sorrideva, il modo in cui mi diceva di no. Mi ricordo alla perfezione, come se fosse stato ieri, il modo in cui baciava. Ricordo l’odore della sua pelle, e se respiro adesso e mi concentro, posso riuscire a sentirlo.

Forse io sono pazzo e lei è solo una delle mie ossessioni. O forse è il peso di aver fallito proprio dove pensavo di poter riuscire meglio. Tu pensi di essere pronto, e sei caduto al primo soffio.

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luglio 8th, 2009

Notti

2 Commenti, Personale, by Max.

Io credo che a causa della pervicace resistenza della mia insonnia, la morte dovrà faticare non poco per riuscire a farmi addormentare.
Non so spiegare perché non riesco a dormire, e nei periodi in cui ho delle serie preoccupazioni quasi mi sembra di avere delle scuse migliori per restare sveglio. Avere una preoccupazione significa poter affermare che ho un valido motivo per non dormire. Nelle notti d’estate non dormo perché non riesco a staccarmi dalla bellezza del silenzio che ho intorno. Mi metto nel letto con la finestra spalancata verso le 2 del mattino, e mi prende una specie di senso di colpa del sonno che non saprei come spiegare meglio. Vicino casa mia non ci sono neanche cani che abbaiano. Dove abitavo prima c’era un cane che abbaiava tutta la notte e io mi dicevo che non dormivo per colpa del cane. Eppure il cane abbaia per tutti, ma solo uno non dorme. E infatti il problema non era il cane.

La bellezza della notte, la poesia del silenzio, gli esseri umani che dormono e finalmente tacciono, le strade deserte, la brezza fresca (l’alito della notte), come posso riuscire a privarmi di questo dormendo? Come fate a dormire mentre tutte queste belle cose vi succedono intorno?
Non è vera insonnia, secondo me sono sbagliati gli orari degli esseri umani. Bisognerebbe dormire dalle 6 a mezzogiorno, iniziare la giornata all’una del pomeriggio e finirla alle 10 di sera per godersi la notte. Ma se fosse così perderei i miei privilegi: se fosse così tutti voi scoprireste quant’è bello vivere mentre dormite, così restereste tutti svegli e rovinereste la mia festa di tutte le notti.

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