Archive for the ‘Omissis’ Category

novembre 7th, 2009

Strada dissestata

1 Commento, Omissis, Personale, by Max.

 

Girando a caso in internet, cado all'improvviso dentro una buca profonda quanto l'anima. Su Yahoo Answers, alla domanda di un utente che chiedeva la spiegazione di Comfortably Numb dei Pink Floyd, qualcuno rispondeva così:

"… Secondo me è l'idea di un approssimarsi della morte (che in realtà non avviene) a creare in Pink la sensazione di un piacere liberatorio misto a insensibilità".

La definizione della morte come piacere liberatorio è una delle cose più tristi che abbia mai letto in vita mia. Voglio dire: la cosa peggiore è che ho pensato fosse una definizione perfetta.

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agosto 25th, 2009

Ossessione

Commenta, Omissis, Personale, by Max.

 

A volte mi chiedo: Perché le ho dato così tanta importanza?

E’ strano perché io non do importanza a nessuno. Nessuna persona è mai stata, o è davvero importante per me. A parte i morti.
Quando ancora pensavo che avere rapporti con qualcuno portasse a qualcosa, trattavo le persone malissimo. Oggi mi limito a non trattarle e basta. Oppure le tratto con gentilezza, ma è per me che lo faccio, non per loro.

Perché allora lei che è viva ha avuto tutta questa importanza? Non lo so, molte cose le ho dimenticate.

Però ricordo il suo sguardo, la sua voce, il suo accento. Ricordo il modo in cui sorrideva, il modo in cui mi diceva di no. Mi ricordo alla perfezione, come se fosse stato ieri, il modo in cui baciava. Ricordo l’odore della sua pelle, e se respiro adesso e mi concentro, posso riuscire a sentirlo.

Forse io sono pazzo e lei è solo una delle mie ossessioni. O forse è il peso di aver fallito proprio dove pensavo di poter riuscire meglio. Tu pensi di essere pronto, e sei caduto al primo soffio.

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giugno 10th, 2009

T’aggia vede’ morta

Commenta, Omissis, by Max.

I’ me ‘mbriaco pe nun ve vedè
(Pino Daniele, Nero a metà)

 

T’aggia vede’ morta
pe’ tutt’e’ notte
c’aggio passato cull’uocchie apierte
t’aggio cercato pe’ dint’ ‘o lietto
T’aggio vede’ morta
pe’ chello che è stato
primma ‘e sape’ che staje ‘nzieme a nato
primma che moro o cado malato
comm’ faccio a me scurdà
ca si’ stat’ ‘o primm’ ammore
si servesse a te scurda’
me facesse ‘o munno a pere
sulo pe’ nun te ‘ncuntrà

T’aggio vede’ morta
‘e morta lenta
pe’ fa felice pure i parenti
ca si tu muore so’ cchiù cuntente
T’aggio vede’ morta ‘mmiezo a ‘na via
tu e chella guarda cessa ‘e tua zia
che va dicenn’ ca è colpa mia
comm’ faccio a me scurdà
ca si’ stat’ ‘o primm’ ammore
si servesse a te scurda’
me facesse ‘o munno a pere

T’aggia Vede’ Morta, Pino Daniele – 1993. Testo di Massimo Troisi

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maggio 18th, 2008

Dimmi un segreto

Commenta, Omissis, Personale, by Max.

Quanto mi è costato chiederti di sparire tu nemmeno te lo immagini. Quanto mi costa starti lontano e mantenere l’impegno tu nemmeno te lo immagini. Ma averti come amica mi costava ancora di più.
Mi chiedo adesso che fai, che hai fatto negli ultimi tre anni. E negli ultimi dieci? Che hai fatto Stefania negli ultimi dieci anni? Che avevi da fare di tanto importante? Ne è valsa la pena?

Io non ti ho riservato un trattamento diverso dalle altre, ma nemmeno tu l’hai fatto. Ti ho preso che stavi correndo e hai continuato a correre. Te ne sei andata sul più bello, forse è questo ad essere davvero imperdonabile. Il punto è che se fossi rimasta niente sarebbe cambiato. Niente di quello che non andava: io non sarei cambiato, e nemmeno tu. Quindi tutto bene, mi chiedo solo cosa ci fai tra quella gentaglia lì fuori. Siamo stati due pazzi, lo sai sì?

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maggio 14th, 2008

Notti

4 Commenti, Omissis, Personale, by Max.

Durante le notti di solitudine puoi fare tutto. Piangere, ricordare tuo padre, maledire la sorte, amare una ragazza che se n’è andata a Londra. Di notte il tempo rallenta, di notte non sei mica la stessa persona che sei di giorno. Domani, alla luce, tornerai ad essere quell’altro. Il tuo ego risorgerà nell’immensa notte della luce che cresce, così Pessoa chiamava il giorno. Tornerai a fare finta di essere sicuro, ti scorderai della morte, degli amori che ti hanno scordato. Ti scorderai di tutte le cose che contano, si richiuderanno tutti i buchi aperti, tutte le fosse dell’anima, risalirai il burrone e continuerai a passeggiare sopra il ciglio come se davvero fosse un posto sicuro.
Ma adesso è notte e nelle notti di solitudine puoi essere chiunque, perfino te stesso.

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(Non ho sonno, non ho mai sonno. Vorrei essere impazzito quando era il momento.)

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Senza nessuna ragione qualcosa si rompe in me
e mi chiude la gola
Senza nessuna ragione sobbalzo ad un tratto
lasciando a mezzo lo scritto
Senza nessuna ragione nella hall di un albergo
sogno in piedi
Senza nessuna ragione l’albero sul marciapiede
mi batte in fronte

Senza nessuna ragione un lupo urla alla luna
iroso infelice affamato
Senza nessuna ragione le stelle scendono a dondolarsi
sull’altalena del giardino
Senza nessuna ragione vedo come sarò nella tomba
Senza nessuna ragione nebbia e sole nella mia testa
Senza nessuna ragione mi attacco al giorno che inizia
come se non dovesse finire mai più
e ogni volta sei tu
che sali dalle acque.

Nazim Hikmet, Salonicco 1902 – Mosca 1963 

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Scegliti un buon whisky, fai quello che ti piace fare, conserva il rispetto per te stesso, curati di quello che dici, non contare su nessuno, e vattene da questo paese.
Teoria del multiverso: dovete prendere una decisione, avete due possibilità, chiamiamole A e B. Diciamo che scegliete A: avete appena creato un universo costituito da quello che sarebbe successo se aveste scelto B. Tutti i giorni, in ogni istante, per ogni singolo uomo, per ogni significante o insignificante possibilità quantistica includa almeno due soluzioni, nascono universi su universi su universi su universi.
Ho scelto poche persone nella vita, tre o quattro, e quelle poche erano tutte sbagliate. Teoria del multiverso: infiniti universi paralleli, e io dovevo restarmene proprio in questo.

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dicembre 24th, 2007

Domande e Omissioni

Commenta, Omissis, Personale, by Max.

In tutta l’arte non c’è una sola risposta. Domande su domande, solo altre domande. Per le risposte abbiamo la filosofia, direte voi. Macché, nemmeno quella: non ricordo più quale filosofo abbia scritto che non bisogna amare la filosofia per le risposte che essa dà ma per le domande che essa pone. Domande, altre domande.
La religione allora: la religione ha le risposte. Sì ma la religione è come il coraggio di don Abbondio: se non ce l’hai non te la puoi dare. Niente risposte per questo miscredente.
E’ uno strano destino quello di un essere umano che procede alla cieca senza risposte. Mi guardo dentro e vedo solo domande su domande. Indagarsi l’anima prelude a un bottino di domande.

Amore mio, mio più grande sogno, mio peggiore incubo. Ancora oggi non posso dire se averti incontrato sia stato un bene oppure un male.

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dicembre 19th, 2007

Odio d’amore

2 Commenti, Omissis, Personale, by Max.

Odio l’amore perché mi ha vinto.
Odio l’amore perché mi ha piegato.
Odio l’amore perché ha violentato la mia natura.
Odio l’amore perché non avrei mai dovuto guardarla negli occhi.
Lo odio perché non avrei mai voluto vederla sorridere.
Odio l’amore perché quel giorno me ne volevo andare. Lo odio perché non l’ho fatto.
Odio l’amore perché non avrei mai dovuto vederla dormire, ascoltarla piangere, sentirla parlare, guardarla in silenzio. Odio l’amore perché non avrei mai dovuto farci l’amore.
Odio l’amore perché sapevo tutto dal primo giorno e non ho rinunciato.
Odio l’amore perché è una questione personale.

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