Per una breve introduzione sull’argomento puoi dare un’occhiata a questo post e questo.
Cronologia:
(18 marzo 1920 – Da Ofelia a Fernando)
Mio adorato Fernandinho
Inizio con il chiederti scusa per la carta che uso per scriverti ma è finita quella da lettera e mi sono dimenticata di comprarla.
Non ti puoi immaginare lo stato in cui mi trovo mio caro amore dato che sono appena stata chiamata per andare domani e non più tardi alla ditta C. Dupin & C., devo già presentarmi domani, pensa amore, come ci sono rimasta. Tu non ti puoi nemmeno immaginare la serie di inconvenienti che mi sono successi. Quando ho mandato là Osorio non sapevo ancora niente, ero in casa alle nove e mezza ed è venuta mia sorella a portarmi questa bella sorpresa. L’ultimo giorno in cui ci siamo visti all’ora in cui io avrei dovuto essere alla finestra come ti avevo detto per vederti passare in tram, anch’io stavo ricevendo una notizia, ma oh!, che notizia! Avrei preferito chissà che cosa anziché quello che ho saputo.
Be’, Fernandinho, come vedi il nostro amore adesso che mi assenterò dall’ufficio? Mi dimenticherai? Non ne vorrai più sapere di me? O manterrai ciò che hai promesso? Non ti dimenticare di me, no, mio Fernandinho adorato! Pensa sempre al tuo Bebezinho come tu lo chiami, va bene?
Oh! Che tristezza la mia, stare separata da colui che amo tanto! Sono proprio infelice, non è vero mio caro?
Non so quando ti sarà consegnata questa lettera, penso che domani andrò in ufficio per lasciare un messaggio a Osorio affinché te lo consegni sabato nel caso tu ci vada, e se tu sabato ti sentissi meglio e potessi venire ad aspettarmi alle 6 (ma come tu sai posso uscire alle sei e mezza), vieni, va bene?, in modo che io ti possa vedere e parlare e non farti la barba in modo da vederti così come sei, d’accordo amore?
Non dire niente a tuo cugino del fatto che sto già in un altro ufficio, perché io dico che mia madre è ammalata, che d’altronde è vero, ma non è per questo che non ci vado, è che forse potrebbero non rimanere soddisfatti (il che sarebbe una grande cosa) e allora tornerei all’ufficio. Mi piacerebbe che parlassimo domenica o che perlomeno ti incontrassi, vediamo cosa escogito fino ad allora, poi andrò in ufficio e ti farò sapere quello che ho deciso nel caso ci sia qualcosa di deciso. Ho compreso bene la tua lettera, tranne il finale di cui non ho capito quando scrivi così: (per rispondere a ciò che tu chiedi ecc. ecc., il resto non lo capisco, nemmeno quello che hai messo fra parentesi). Poi mi devi dire di cosa si tratta, d’accordo? Quando puoi devi scrivermi perché noi dobbiamo scriverci ora, visto che possiamo parlarci così poco, peccato che le poste siano in sciopero, perché altrimenti ti scriverei alla casella postale.
Ho tante cose da dirti, ma dovrei sentirmi molto a mio agio, dovremmo essere completamente soli e disporre di qualche momento, quando si presenterà l’occasione ti dirò quello che devo dirti.
Allora, hai proprio tanto mal di gola, amore mio?! Se potessi trasferirlo su di me, come lo farei volentieri! Poverino, come soffri, e da solo, senza l’affetto di nessuno, perlomeno senza il mio, certo non so se hai ricevuto qualche visita… Se non avessi avuto paura che il fattorino mi dicesse qualcosa gli avrei chiesto di leggermi la firma, ma non me la sono sentita. Per chi era? Sono così stupida, non è vero? Mi diresti davvero per chi era se ti compromettesse. Pensami molto, d’accordo, mio caro Nininho? Ciao.
Ti ama molto e ti augura di sentirti meglio la tua
Ofelinha
P.S. Ho provato io a imitare la grafia della firma ma non sono stata capace, tanti bacini dalla tua
Ofélia
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(19 marzo 1920 – Ancora da Ofelia a Fernando)
Mio adorato Fernandinho, grande amore della mia vita
Rispondo alle tue care letterine che mi hanno dato tanta gioia, soprattutto la prima poiché vedo che a quell’ora, mentre io naturalmente dormivo e sognavo… tu stavi pensando a me e mi stavi dedicando qualche istante, che peccato che tu sia così malato! Vedi un po’ amore caro che non ti faccia male uscire. Ma che scocciatura non poter dormire, devi certamente sentirti scocciato. Sì, dici bene, purtroppo per me che ti so malato e non ti posso curare e nemmeno vegliare come tanto vorrei. Allora la malattia ti sembrerebbe così insignificante… non è vero bambino mio? (ma che mamma cresciuta) (batti batti le manine…) se tu mi avessi sempre vicino a te. Non voglio nemmeno pensare a cosa farei… Mi posso proprio immaginare quanto devi essere nervoso con tutto quello che hai da fare per i tuoi che stanno per arrivare, meno male che hai già trovato casa (ti sto scrivendo con un formidabile sottofondo di bombe e deflagrazioni). Il mio amore senz’altro è a casa, perciò sono tranquilla. [Nota: Il Paese era in stato di crisi dall’inizio dell’anno. Il governo di Domingos Pereira aveva congelato i salari e le promozioni dei funzionari pubblici, provocando un’ondata di scioperi. I conflitti con la popolazione arrivarono al punto che la Guardia Repubblicana ricevette ordine di controllare gli edifici pubblici e di intervenire in caso di disordini. Vennero lanciate bombe contro edifici pubblici e giornali, così vennero fatte pattugliare anche le strade per evitare disordini.]
Dici nella tua letterina di aver ricevuto tramite tuo cugino una serie di notizie sgradevoli. Anche se non hanno a che vedere con me poi me le devi raccontare, va bene Nininho? Perché basta che c’entri il mio amore e io lo scoccio finché non mi dice di cosa si tratta. Allora sentivi una forte nostalgia del tuo Bebè!, nostalgia costante! E’ vero Fernandinho? Avevi tanta nostalgia di me? Quanto le tue parole mi riempiono di gioia mio adorato Fernandinho!
Mi chiedi perché mi sento così abbattuta e così profondamente triste. Oltre alla grande nostalgia che ho di te, al dolore di saperti ammalato senza poterti curare, la notizia che ho ricevuto l’ultimo giorno in cui ci siamo visti, mi ha tolto del tutto la gioia (e non poteva essere altrimenti). Mi aspettavo di tutto, Fernandinho, tranne sapere quel che ho saputo! Dici che non ho nessun motivo di dubitare del tuo amore, appena saputa una cosa così sgradevole, pensi che non abbia le mie ragioni di dubitare? Ma è per il fatto di non aver fiducia che ne ho, povera me che ti amo tanto e tanto, ti desidero sempre di più Fernandinho, ti desidero come ti desideravo, nulla mi farà smettere di volerti bene, adesso oltre ad amarti tanto voglio conoscere le tue intenzioni, voglio che tu cancelli qualsiasi brutta impressione che io ho di te. Devi giurarmi sul bene di tua sorella che non hai altre donne, che le tue intenzioni nei miei confronti sono serie e che vuoi sposarmi, hai capito Fernandinho? Soltanto ascoltando questo giuramento di fede dalla tua bocca crederò alla tua innocenza, altrimenti vivrò sempre con questo dubbio, con questa incertezza che mi divora.
Passo a un altro argomento: poverino il mio amore tutto solo! Non ti immagini il dolore che mi ha dato sapere che avevi sete e che non avevi nessuno che ti desse qualcosa da bere. Che tristezza! Io che ti amo tanto e non ti posso servire, devo aspettare finché tu vorrai… (e Dio solo sa per quanto tempo).
Vorresti che fossi io la persona che ti veglia mentre tenti di addormentarti? Vorresti le mie delizie? Oh se potessi!… Lo sai mio caro? Mi piace tanto ma proprio tanto come finisce la tua letterina. (Mio amore, mio Bebè, mia bambolina) non sai quanto la trovo deliziosa, e sono rimasta ancora più contenta per la quantità di baci che mi mandi. (Tuo, sempre tuo) davvero, Fernandinho, sarai sempre mio?
Che idea benedetta allora, scrivere al tuo Bebè.
Meno male bambino mio che hai dormito, starai meglio, voglia Iddio che tu ti senta presto meglio, mi fa così male vederti malato!… Non immagini che impressione, che tristezza mi ha fatto vederti così giù, oggi! Povero amore mio! Stai attento, cucciolo mio, e torna presto a casa, va bene?
Allora ricopri il tuo Bebè di bacetti? Come quando stavamo insieme? Che nostalgia di quei momenti!
Ciao mio Nininho, ti ringrazio per i tuoi baci e anch’io ti mando cicini infiniti, e sono solo e sempre tua
Ofélia
P.S. E’ quasi l’una, ho fatto degli intervalli, ma vediamo se riesco ancora a rispondere all’altra tua letterina.
Ancora cicini dalla molto tua
Ofélia
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(19 marzo 1920 – Da Fernando a Ofelia)
Mio Bebè piccolo (e attualmente molto cattivo),
accludo qui la tua lettera, che ti avevo mandato a casa attraverso Osorio. Spero di potertele consegnare entrambe domani, quando verrò ad aspettarti all’uscita degli uffici Dupin.
Quanto all’informazione che ti hanno dato su di me, non solo voglio ripeterti che è interamente falsa, come dirti anche che la “persona rispettabile” che ha dato questa informazione a tua sorella o si è inventata tutto quanto e dunque, oltre che bugiarda, è pazza; oppure che questa persona non esiste e tua sorella se l’è inventata (non dico che abbia inventato la persona, ma che abbia inventato che una certa persona abbia detto una cosa che nessuno poteva dirle).
Senti bene, amore mio: è sempre un errore, in queste cose, pensare che gli altri sono stupidi.
Su questa tale “persona” e su quanto di lei mi hai detto (naturalmente perché te lo hanno riferito), avrei due osservazioni da fare: 1. che essa “sa” che io sono innamorato di te; 2. che “sa” che sono innamorato di te con idee poco serie.
Ora, cominciamo da questo: nessuno può sapere se io sono innamorato di te, perché io non ho mai fatto confidenze a nessuno. Supponiamo tuttavia che questa “persona rispettabile” non “sappia” ma immagini che io sono innamorato di te. Poiché la sua immaginazione deve pure basarsi su qualcosa, questa persona avrebbe colto qualche nostro sguardo, o avrebbe notato qualcosa fra noi (diciamo meglio, in questo caso, qualcosa di mio verso di te). Ciò significa che si tratta di una persona di questo ufficio, o che lo frequenta con una certa assiduità, oppure che riceve informazioni da chi viene qui assiduamente. Ma, per potere affermare, in base ad affermazioni altrui, che io sono innamorato di te, questa tale persona, se non è qualcuno che frequenta quest’ufficio, può essere soltanto qualche familiare di mio cugino (a cui egli abbia eventualmente confidato “sospetti” sul mio amore per te), oppure un familiare di Osorio.
Tutte queste sono supposizioni, e anche quest’idea che si tratti di un familiare di qualche impiegato del mio ufficio significa concedere troppo al fatto che qualcuno sappia che io sono innamorato di te.
Ma se non c’è praticamente nessuno (nessuno che lo sappia dalle mie confidenze, quasi nessuno che possa “immaginarlo”) che sappia con certezza che io sono innamorato di te, tanto meno c’è nessuno – be’, proprio nessuno – che possa dire che io sono innamorato di te con idee poco serie. Per dire questo sarebbe necessario essere dentro il mio cuore; e anche così, bisognerebbe essere miopi, perché si tratta di una grande sciocchezza.
Quanto infine alla “donna” che io ho, se non te la sei inventata tu per allontanarti da me, dovresti porre le seguenti domande alla rispettabile persona (ammesso che esista) che ha informato tua sorella:
1. Che donna è?
2. Dove ho vissuto o dove vivo con lei, e dove la incontro (ammettendo che siamo due amanti che viviamo separati), e da quanto tempo la conosco?
3. Qualsiasi altra informazione concernente questa “donna”.
Se tutta quanta la storia non è una tua invenzione, ti garantisco che assisterai a una “ritirata” immediata della persona che ti ha dato queste informazioni; “ritirata” di tutti coloro colti in menzogna. E se la cosiddetta “persona rispettabile” avesse la sfacciataggine di fornire dei dettagli, basterà che tu li verifichi. Vedrai che è tutta una menzogna, dal principio alla fine. Ah, questa è certo una trama – infame e, come molte cose infami, molto stupida – per allontanarmi da te! Da chi partirà tutto questo? Oppure non si tratta di nessuna trama, ma semplicemente di un alibi che tu stai cercando per allontanarti da me? Che ne so… Suppongo qualsiasi cosa; ho il diritto di supporre qualsiasi cosa.
Ma francamente meriterei di essere trattato meglio dal Destino di quanto non sia trattato: dal Destino e dalle persone.
Vediamo se riesco a farti pervenire questa lettera oggi stesso, con qualche pretesto. Se no, te la darò domani, quando ci troveremo qui a mezzogiorno e mezzo. Leggi attentamente anche la lettera che ti ho scritto stamani all’alba e che non ti ha trovato, perché Osorio te l’ha portata a casa proprio mentre tu venivi qui. Vedi un po’ cosa significa scrivere una lettera e ricevere in risposta una serie di notizie e “scherzi” come quelli che mi hai dato.
P.S. Ma poi quale sarà la verità in tutta questa storia? Comincio a diffidare di tutto e di tutti.
Cosa significa il fatto che non volevi andare… e poi invece sei andata… nella ditta Dupin? Perché all’improvviso decidi di fare confidenze a tua sorella?
Comincio a non capire bene…
Comincio a non sapere quel che pensare.
Fernando
P.S. II. Ancora una cosa: se la tale “persona rispettabile” esiste (cosa di cui dubito), cerca di capire quali fini personali può avere per allontanarmi da te. Vedi se non ci siano, almeno, ragioni di amicizia verso qualche altro tuo pretendente. Ma sicuramente, quanto a esistenza reale, questa “persona rispettabile” deve essere parente del signor Crosse. [Nota: A. A. Crosse è il nome col quale Pessoa partecipò per lungo tempo ai concorsi sciaradistici del Times di Londra.]
Ti aspetto domani in ufficio all’ora stabilita. Ah, amore mio, amore mio: sei forse tu che mi vuoi sfuggire per sempre, o qualcuno che si oppone al nostro amore?
Tuo, sempre tuo
Fernando
Ofélia Queiroz, Mio caro Nininho – Archinto editore
Fernando Pessoa, Lettere alla fidanzata – Adelphi editore