Venerdì scorso, all'ora di pranzo, da Mc Donald's, stavo leggendo le risposte di Federico Moccia ai lettori de Il Messaggero. All'ora di pranzo si fanno le cose più strane.

Il fatto è che non sai mai dove puoi andare a parare quando cominci a leggere qualcosa, la lettura dopotutto è un'esperienza che comincia in maniera misteriosa, tutte le volte. Così capita che rispondendo ai lettori, tra un sospiro amoroso e l'altro, non ricordo più per quale strano motivo, Moccia all'improvviso decida di citare Kafka. Più precisamente, cita un libro di Kafka: Lettera al padre. Per me è stata la scoperta di un libro che non conoscevo.

Lettera al padre di Kafka comincia così:

"Caro papà,

recentemente ti è capitato di chiedermi perché affermo che avrei paura di te. Come al solito non ho saputo risponderti, in parte appunto per la paura che mi incuti, in parte perché motivare questa paura richiederebbe troppi particolari, più di quanti riuscirei a riunire in qualche modo in un discorso. Se ora tento di risponderti per lettera, anche questa sarà una risposta molto incompleta, perché anche quando scrivo mi bloccano la paura di te e le sue conseguenze, e perché la vastità del tema oltrepassa di gran lunga la mia memoria e la mia intelligenza".

Se vi interessa, Lettera al padre è edito da Feltrinelli. Grazie a Google Libri, potete anche leggerlo in gran parte online a questo link.

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